DESCRIZIONE

Leishmaniosi

DESCRIZIONE

Meno conosciuta della filariosi, ma ugualmente pericolosa per i cani (è molto più rara nei gatti), la leishmaniosi è una malattia infettiva e contagiosa veicolata dalla puntura di un pappatacio, detto anche flebotomo, una specie di zanzara di dimensioni molto piccole (è lunga solo 2-3 millimetri).

Mentre la filariosi è ormai diffusa in tutta Italia, per la leishmaniosi si possono individuare aree in cui il rischio è maggiore. Le regioni più interessate sono quelle costiere, ma il rischio è presente anche a macchia di leopardo sulle Alpi, per esempio in Val D’Aosta, e nel resto d’Italia.

Quali sono le cause?

La malattia è causata da un microrganismo chiamato Leishmania infantum, che si trasmette al cane attraverso la puntura di un flebotomo infetto. Questo microrganismo è un parassita che, per svilupparsi e moltiplicarsi, deve avere a disposizione sia il corpo di un flebotomo, sia quello di un mammifero come il cane.

Le femmine del flebotomo per deporre le uova pungono un cane e ne succhiano il sangue. Se è infetto, le Leishmanie si trasferiscono nello stomaco del flebotomo, dove si sviluppano e si moltiplicano diventando infettanti. Così, quando il pappatacio pungerà un cane sano, potrà trasmettere il parassita attraverso il suo morso.

Quali sono i sintomi?

La malattia è sistemica quindi non c’è una sintomatologia specifica. Le manifestazioni possono essere diverse a seconda degli organi colpiti: può esserci un danno della cute, degli organi interni oppure può verificarsi un’insufficienza renale. Non sempre, tuttavia, l’infezione porta alla malattia e molti cani infetti possono rimanere per tutta la vita asintomatici, senza sviluppare manifestazioni cliniche: dipende dall’individuale risposta immunitaria del cane.

Quali sono le terapie?

Attualmente non esistono farmaci capaci di debellare tutti i microrganismi responsabili della leishmaniosi. Ci sono solo medicinali mirati a gestire i sintomi e a tenere sotto controllo la malattia. Per questo è fondamentale fare prevenzione dal veterinario.

La profilassi della leishmaniosi non assicura una protezione al 100%. Per difendere i cani, abbiamo a disposizione una formulazione, sia iniettabile che somministrabile per via orale, che grazie a degli immunostimolatori aumenta la capacità di difesa dell’animale. La scelta di questa formulazione, però, deve essere sempre abbinata all’uso di repellenti, quindi collari o prodotti spot-on da applicare sul pelo, che fanno sì che il pappatacio non aggredisca l’animale.

Oltre alla profilassi, si può tenere lontano il rischio di contrarre la leishmaniosi dal nostro cane con qualche piccola attenzione in ambiente domestico, riducendo al minimo la possibilità di puntura da parte dei flebotomi. Per esempio, cercate di ridurre l’esposizione notturna del cane al parassita, evitando lunghe passeggiate serali e tenendo il cane in casa durante la notte (i flebotomi sono più attivi dal crepuscolo all’alba), soprattutto se è a pelo corto. Oppure, applicate alle finestre zanzariere dalle maglie fitte e utilizzate insetticidi ambientali per uso domestico.

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