DESCRIZIONE

Afta

DESCRIZIONE

L’afta rappresenta l’espressione clinica della stomatite aftosa ricorrente, che è la malattia ulcerativa più frequente all’interno del cavo orale. Si presenta con una lesione di forma ovale e biancastra, di dimensioni variabili: esiste quella di diametro inferiore al centimetro (afta minore) e quella superiore al centimetro (afta maggiore). Ci sono poi anche le afte erpetiformi, che appaiono come gruppi di ulcerazioni puntiformi.

È piuttosto dolorosa, tanto da rendere problematiche persino attività “normali” come mangiare, bere e lavarsi i denti. È un disturbo della mucosa orale che colpisce maggiormente il sesso femminile e in Italia interessa il 40% della popolazione.

Sebbene sia molto fastidiosa e, in alcuni (ma rari) casi, possa rappresentare il campanello d’allarme di altre patologie, l’afta è guaribile nell’arco di dieci giorni e non deve destare grandi preoccupazioni. Non è contagiosa, però le recidive possono essere anche frequenti.

Quali sono le cause?

Sebbene le cause di questo disturbo non siano ancora del tutto chiare, sono stati individuati dei fattori scatenanti che favorirebbero l’insorgenza dell’infiammazione. Giocano un ruolo importante la genetica, lo stress, le carenze nutrizionali, gli agenti microbiologici (tra i quali prevale lo streptococco orale), i fattori immunitari, le alterazioni endocrine, i disturbi del sistema nervoso autonomo, le malattie psichiche e i traumatismi locali, acuti o cronici (come morsi, erosioni da spazzolino, ecc.).

Quali sono i sintomi?

L’afta si manifesta inizialmente con dolore e bruciore pur in presenza di una mucosa assolutamente normale: nel giro di 24 ore si evidenzia una piccola area di arrossamento che successivamente evolve in un’erosione bianco-giallastra o grigiastra di forma ovalare. Un’altra caratteristica di queste lesioni è l’assoluta mancanza di sanguinamento.

Quali sono le terapie?

Oltre ad un’adeguata igiene orale locale, si possono usare collutori, gel, dentifrici antisettici a base di clorexidina o collutori contenenti principi antiinfiammatori o ancora compresse adesive buccali con corticosteroidi: queste ultime devono essere posizionate a diretto contatto con l’ulcera, dove esplicano la loro azione protettiva meccanica, antinfiammatoria e antidolorifica.

Si può optare anche per sostanze caustiche a base di cloruro di zinco a bassa (1.5%) ed alta (36.77%) concentrazione. Il ruolo svolto da questo prodotto è quello di un’azione caustica sulla mucosa (sono possibili bruciori dopo le prime toccature) e quindi localmente si nota un’attività antisettica e analgesica; inoltre l’abitudine preventiva a effettuare sciacqui a base di cloruro di zinco a bassa concentrazione sembra ridurre la frequenza delle recidive.

Molto utile anche l’impiego di sospensione o gel a base di sucralfato, farmaco impiegato nel trattamento di ulcere del tratto gastrointestinale: esso possiede un’attività citoprotettiva, stimolando la produzione di muco e bicarbonato con rafforzamento della mucosa.

Possiamo avvalerci anche dell’acido ialuronico in gel: questo polimero, appartenente al gruppo dei glucosaminoglicani, è un componente essenziale della matrice extracellulare dei tessuti, tra cui quello della mucosa orale, pertanto il suo utilizzo nelle aftosi favorisce la guarigione delle lesioni abbreviandone i tempi. Viene utilizzato due o più volte al giorno posizionandolo direttamente nel cratere ulceroso.

Altre terapie topiche sono l’utilizzo di anestetici locali inibenti il sintomo dolore, antibiotici per prevenire una eventuale sovrapposizione batterica, gamma-globuline ed altri immunostimolanti e laser a bassa energia. È consigliabile una visita medica quando i presidi citati non risolvono la patologia nei tempi previsti. Il medico potrà suggerire una terapia sistemica in presenza di stomatiti ricorrenti con alta frequenza di recidive, in caso di lesioni diffuse e dolorose con sintomatologia generale (come, ad esempio, nella sindrome di Behçet, patologia che si manifesta con ulcerazioni presenti a livello di cute, occhio, organi interni, articolazioni).

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